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Oriental Medicine Doctor OMD, Operatore Olistico Bio Naturale
Consulente in Life Coaching e Naturopatia

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Non vi è un organismo uguale ad un altro

Walter Falletti
Pubblicato da in Medicina integrata · 17 Febbraio 2017
Tags: medicinaintegratabiodiversitàbiologia

Il problema che molto spesso non viene sollevato è che non vi è un organismo uguale ad un altro. Purtroppo il più delle volte i vari protocolli sanitari, basandosi esclusivamente su statistiche non prevedono l'approccio individuale.
Questo cosa vuol dire ? Vuol dire che ogni organismo in quanto unico reagirà diversamente alle varie sostanze che gli somministriamo con effetti collaterali e controindicazioni sempre diverse, in questo ovviamente si prendono in considerazione solo le statistiche, ma non è sufficiente. Se somministriamo la stessa sostanza a 100 persone questo consentirà l'eliminazione del sintomo probabilmente a 60 persone, faccio un esempio, cioè eliminerà il segnale che quei corpi davano all'interno di una disfunzione, i rimanenti 40 non fanno testo, facente parte però di un gruppo di soggetti che magari avevano reazioni avverse, effetti collaterali pesanti, continuazione della comparsa dei sintomi, spesso accusando un insorgere di patologie iatrogene (termine che in gergo significa : Complesso delle malattie o lesioni provocate dal medico per imperizia o per errore diagnostico, ma soprattutto come conseguenza dei trattamenti terapeutici, per eccessiva somministrazione di farmaci o per inesatta valutazione dei loro effetti collaterali negativi o, infine, volutamente in base al calcolato rapporto danno-beneficio. Alcune malattie iatrogene più comuni sono quelle prodotte dall’impiego dei medicamenti antinfiammatori, cortisonici e FANS, cui è necessario ricorrere per dominare infiammazioni acute o più spesso artriti e artrosi molto gravi, oppure quelle prodotte attraverso periodi di degenza in ospedale.)
Questo come si spiega ? Il protocollo, rispetto ad alcune problematiche è un fallimento.
Le reazioni avverse ad un vaccino come ad un farmaco possono essere diverse da individuo ad individuo.
Ed allora che fare ? Continuare a mietere decine di migliaia di morti ogni anno per reazioni avverse ai farmaci, in favore di quel 60 % a cui si fanno scomparire i sintomi ?  
Nella medicina allopatica molto spesso la causa di una patologia è sconosciuta o trascurata, tanto da velocemente fare un asportazione chirurgica o inserire una protesi, anche quando non necessaria. Spesso gli unici ad essere curati sono i sintomi, cioè il campanellino d’allarme che il nostro corpo ci segnala che qualcosa non va. Questo non guarirà il paziente, perchè si deve agire sulle cause e non solo sui sintomi, che sono preziosi, in quanto il nostro corpo vuol dire che risponde ancora alle problematiche dandoci l’allarme, e sono proprio quei corpi silenti che non sentono nulla che poi improvvisamente esplodono in patologie molto gravi.
Se si approfondiscono altre culture molto più antiche della nostra ( la medicina cinese per esempio ha più di 5000 anni, ma continuiamo ad erigerci come i migliori ed all'avanguardia, o a giudicarla pesantemente non conoscendola, non considerando che la moderna farmacologia non ha neanche 100 anni) si denota che l'approccio alle problematiche dell'essere umano sono più profonde e trasversali e prendono in considerazione diversi fattori, a volte neanche sfiorati qui in occidente, a favore della rilevazione delle cause e non solo di una eliminazione del sintomo.
Secondo alcuni studi effettuati dall'università di Genova di antropologia della salute, nel mondo, oltre 4 miliardi di individui non utilizzano i rimedi della biomedicina (la nostra moderna medicina occidentale allopatica), né mai ne diverranno fruitori in quanto indigenti; quando malato, il 70% degli abitanti del pianeta fa essenzialmente ricorso ai rimedi della medicina tradizionale per soddisfare i bisogni di salute primaria. Né queste situazioni devono essere considerate solo come semplici peculiarità dei paesi meno sviluppati: esse investono anche, e in modo deciso, i sistemi di cura dei paesi occidentali.
Questo, perchè vi è di fondo una cultura più antica, che utilizza rimedi tradizionali, non basata esclusivamente sul profitto, ma bensì sulla saggezza ed il buon senso.
Abbiamo sminuzzato il corpo umano a livello infinitesimale molto spesso trascurandolo a livello globale.
L'alimentazione non viene quasi mai presa in considerazione, come se i vaccini ed i farmaci non facessero parte di essa. Eppure non mi scolo un barattolo di trielina, per innalzare il mio stato immunitario, perchè so che è tossica e devastante, e quindi cerco di non ingerire tutte quelle sostanze che reputo tossiche per il mio organismo, e se mi viene propinata qualche sostanza, prima mi documento e mi pongo delle domande anche su eventuali vantaggi svantaggi che possono incorrere, in quanto il mio stato immunitario lo posso alzare benissimo anche solo con una alimentazione sana, ed uno stile di vita sano ( ovviamente concetti non del tutto scontati e da analizzare minuziosamente sul loro significato) senza utilizzo di sostanze di sintesi.

“Tutti i consigli di questo articolo possono considerarsi una consulenza di naturopatia e sono da avallare dal proprio medico di fiducia, e non devono essere considerati come prescrizioni o indicazioni sanitarie.”

di Walter Falletti - Oriental Medicine Doctor OMD




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